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Conscia dell’inutilità di procedere attraverso i canali legali, l’insegnante Moriguchi medita un proprio personale piano per vendicare la morte della figlia, uccisa dalla violenza insensata di due suoi alunni. Tetsuya Nakashima è un tipo ambizioso, uno a cui è bastata la chiassosa genialata di Kamikaze Girls per autoconvincersi di poter riscrivere le regole del cinema così come lo intendiamo. Un talento imbarazzante (in senso positivo), a cui basterebbe un minimo di senso della misura per metterlo al servizio di opere destinate all’immortalità.

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Il plot di Claudio Giovannesi era semplice e lineare, tensione e ostacoli per il più forte sentimento adolescenziale sono palpabile per tutto il film. Tra i migliori italiani dell’anno. Nei contenuti speciali stavolta la BiM concede al disco backstage e interviste che mettono in luce la pulsante veracità di un lavoro reso ancor più sincero da tanti attori non professionisti.

289, 11 August 2000, pp. 920 930. 2000 (Nissen, Hansen, Ban, Mo. Dopo aver interpretato una trentina di film tra i quali spicca il pluripremiato “La ciociara” di Vittorio De Sica, nel 1966 debutta come sceneggiatore con il nome d di Glenn Vincent Davis in “Vajas con Dios, Gringo!” e due anni dopo passa per la prima volta alla regia dirigendo un altro western: “Chiedi perdono a Dio, non a me”. Nel 1969, pochi mesi dopo l nelle sale di “Quintana”, il suo secondo film come regista, muore improvvisamente a Roma.Come “Ossessione” segnò una svolta indicando la via per un nuovo cinema italiano, il neorealsimo; “Due soldi di speranza” segna quella linea di confine non sempre chiara e definita che separa il neorealismo puro e aristocratico dalla sua versione bozzettistica e piccolo borghese. Come “Ossessione” segna l’inizio del cinema realista, “Due soldi di speranza” ne segna l’epilogo.

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